rose rosa e fucsia a petali

Consigli di make up per pelli mature

Se siete nella stagione della vita in cui la vostra pelle comincia a mostrare i segni del tempo, potete recuperare freschezza usando il trucco nel modo giusto. Qui ho messo insieme i miei consigli di make up per le pelli mature che spero vi siano utili. Cominciamo!

La skincare

Preparare la pelle al make up è sempre fondamentale, ancora di più quando questa perde di turgore e definizione. Solitamente appare più secca e segnata: la parola d’ordine è idratare! Investire in contorno occhi, siero e crema viso nutriente è una buona mossa. In occasioni speciali potreste utilizzare anche dei primer “filler” che hanno la funzione di “riempire” le rughe e levigare la pelle.

Il fondotinta

Avere una base viso luminosa e leggera aiuta a donare alla pelle del viso un aspetto fresco e riposato. Sì ma come? Primo accorgimento: less is more. Utilizzate una quantità di prodotto minima e stendetela con la massima accuratezza (una spugnetta può esservi utile, in questo caso). L’intento non è quello di camuffare ma di uniformare.

Secondo accorgimento: scegliete con grande attenzione il vostro fondotinta. Meglio che sia fluido (prodotti in stick, grassi, molto coprenti sono da evitare), leggero, a base acquosa in modo da non segnare ulteriormente le asperità del volto. Meglio fondi illuminanti rispetto a quelli lunga durata: asciugandosi seccheranno la pelle. Pelle secca=rughe più evidenti. Scegliete fondi che siano del vostro tono di pelle o al massimo leggermente più chiari: lo scuro in volto incupisce e appesantisce i lineamenti.

Il correttore

Anche in questo caso, scegliete correttori fluidi, dalla texture quasi impalpabile: quelli illuminanti in penna sono perfetti. Ricordate di scegliere il colore adatto, non eccessivamente chiaro: è vero che l’intento è portare luminosità ma l’effetto mascherina crea troppo distacco con il resto del volto. In presenza di borse vale ancora di più il concetto di correttore del giusto colore, usandone uno molto chiaro andrete a sottolinearne l’aspetto e a renderle più visibili.

Il blush

Prediligete i colori rosati o nelle tonalità del pesca che danno subito un’aria salubre e lasciate lì dove li avete trovati tutti i blush mattone, rossi, scuri. Scegliete le formule in crema o fluide: sono semplici di applicare anche con i polpastrelli e vi daranno idratazione. Il blush va steso a seconda della forma del viso; in ogni caso meglio un movimento che porti il colore verso le tempie e non troppo vicino al naso per non perdere di luminosità.

La cipria – l’illuminante

Cipria: grande alleata ma potenzialmente anche nemico giurato. Se è vero che aiuta a fissare il make up e a farlo durare di più, sulle pelli mature tende a segnare le rughe. Sceglietene una in polvere libera dalla grana sottilissima e applicatela con un pennello ampio solo nei punti in cui serve. Bonus: invece di utilizzare l’illuminante (glitterato, vistoso) potreste provare una cipria illuminante: è setosa, brilla con discrezione e leviga.

Trucco occhi

Qui ci sarebbe da scrivere un trattato e soprattutto da considerare lo stato delle palpebre. In generale, però, valgono queste indicazioni: no glitteroni, no colori troppo scuri, no tentativi di eyeliner alla Winehouse (specie se avete la palpebra incappucciata). Diciamo sì a trucchi soft dai toni naturali, a sottolineare il solco infraciliare con la matita nera o marrone (le ciglia appariranno più folte e gli occhi saranno evidenziati con grazia) fissato poi con le polveri, una buona dose di mascara (meglio che separi e infoltisca). Prima di truccarvi, preparate la palpebra usando un tocco di correttore: ne uniformerà il colore eliminando macchie e venuzze.

Sopracciglia

Le sopracciglia rade o molto sottili tolgono intensità allo sguardo e lo invecchiano. Senza forzare la vostra forma naturale, riempitele disegnando con la matita i peli (seguite il verso già presente) scegliendo un colore che non sia troppo scuro, indurirebbe i lineamenti. Prediligete le micromine che vi permetteranno di fare un lavoro più accurato.

Trucco labbra

Via libera al colore! Che sia nude o un rosso intenso è perfetto. Se avete il contorno labbra segnato o con il famoso “codice a barre” vi basterà applicare una matita trasparente cerosa che fungerà da barriera e impedirà al colore di “diffondersi” dove non deve. Meglio texture morbide e idratanti, da preferire alle formule mat. Come per i blush, meglio evitare i borgogna, i mattone e tutti i colori molto scuri.

Ehi! Sapevi che sono anche su instagram? Trovi i miei consigli beauty anche lì 🙂

Dritte beauty per spaccare in videocall

“Ci vediamo su Zoom?” is the new uscire. Ammettiamolo: ormai trascorriamo in videocall gran parte delle nostre giornate.

Sperando presto di tornare a splendere dal vivo, ecco quali sono le mie dritte beauty per spaccare in video.

Make-up Bobbi Brown, per le tue videocall

Inquadrature e luce

Le fotocamere di laptop e smartphone distorcono lievemente le proporzioni del nostro viso e fanno sembrare più grande tutto ciò che è esposto (ad esempio il naso). La qualità dell’immagine poi fa risaltare pori, occhiaie e segni. Niente panico: tieni i tuoi aggeggi lontani almeno 30 cm dal viso e posiziona l’obiettivo più o meno all’altezza degli occhi; meglio guardarlo dal basso verso l’alto. Tieniti al centro dell’inquadratura.

La luce: se hai una finestra siediti frontalmente, non tenerla alle spalle.

Se usi invece una luce artificiale, posizionala diretta al volto ma non troppo vicina per evitare l’effetto D’Urso. Eliminerai le ombre e la pelle sembrerà più uniforme.

Come mi trucco per una videocall?

Regole generali: no mascherone, no ciglia finte, no contouring esagerato, no occhi con chilate di ombretto; meno è meglio.

Una base leggera e luminosa è quello che ci vuole. Prediligi fondotinta non troppo pastosi: puoi diluire il prodotto con un goccio del tuo siero viso per renderlo più fluido e idratante.

Occhiaie: annulla la parte scura dell’occhiaia con un correttore a base aranciata e poi picchiettane uno illuminante su tutto il contorno occhi, al centro del volto e sull’arco di cupido.

Blush: meglio scegliere colori rosati o pescati che danno subito un’aria fresca e riposata. Passane un po’ anche sugli occhi per dare un senso di armonia con il resto dei colori del viso. Se ti piace, aggiungi un tocco di illuminante ma che sia sobrio e discreto.

No assoluto a terre o contouring eccessivi e troppo netti, rendono il volto più duro e tolgono naturalezza. 

Per gli occhi: vai di mascara sia sulle ciglia superiori che su quelle inferiori avendo cura di pettinarle verso l’esterno: gli occhi sembreranno più grandi. No a ombretti scuri e a linee troppo nette: se vuoi usare la matita sceglila marrone piuttosto che nera e sfumala con un pennellino.

Rossetto: meglio nude o gloss, le labbra saranno in risalto. Evita i colori scuri (ad esempio i prugna o i mattone) che induriscono i lineamenti e ne riducono la grandezza.

Cipria? Sì, grazie! Per evitare di apparire lucida, spennella un po’ di polvere nella famosa zona T.

Ho preparato questo contenuto per la Spring Vibes, la newsletter della digital strategist Nicole Zavagnin. Secondo me vale la pena iscriversi, puoi farlo qui.

Cosa succede se dici di sì

Il 24 settembre 2019 è uscito il mio primo ebook per Zandegù. Si chiama StrategicaMente: un manuale che ha come tema principale la mentalità strategica, quella che è fondamentale per riuscire a gestire al meglio il lavoro. Non è questa la cosa importante. È importante che sappiate come ci sono arrivata, che cosa ho fatto per, cosa è successo prima di.


La storia comincia molti mesi fa. Ho ricevuto una mail da Marianna, boss della casa editrice. Una mail lunga e accorata che ti riassumo in poche parole: Tamara, vuoi scrivere un manuale per noi?  Ho cliccato subito sulla mail, stavo lì con dieci schede aperte sul desktop, ho letto una volta, velocemente. Poi ho riletto, che non mi sembrava vero. Alla terza rilettura l’esplosione: oh mio dio, ma davvero? Cioè ma davvero mi stanno proponendo di scrivere qualcosa? Qualcosa per cui gli altri dovranno pagare? Qualcosa che approderà sullo schermo di esimi sconosciuti? Davvero stanno chiedendo a me di scrivere un manuale, a me che al solo pensiero di scrivere qualcosa che non sia un post di facebook viene subito da vomitare? Ho chiuso la mail, mi sono alzata e ho fumato tre sigarette, di seguito.

Intanto la stanza dove lavoro, che poi è anche la stanza dove mangio, dove ascolto la musica, dove leggo, dove guardo le serie tv, si è improvvisamente popolata di persone. Persone che vedo e sento solo io, chiaro. Apro la porta solo ai venditori Folletto. Una, che ero io, l’altra che ha le sembianze e la voce di Maria Callas e l’altra ancora, mia madre. Io, che camminavo avanti e indietro per la stanza, senza scarpe (quando sono nervosa mi tolgo le scarpe, sempre) e senza dire niente. Maria, che gorgheggiava l’aria de La Regina della notte: “La vendetta dell’inferno ribolle nel mio cuore,/morte e disperazione/fiammeggiano intorno a me!/Se tramite te Sarastro non patirà le pene della morte,/non sarai mai più mia figlia/Ripudiata sii per sempre,/Abbandonata sii per sempre,/Distrutti siano per sempre/Tutti i legami della Natura/Se Sarastro non impallidirà tramite te!/Ascoltate, dèi della vendetta, ascoltate il giuramento di una madre!” e con la mano mi blandiva a prendere una decisione, Rispondi! Rispondi! e l’altra, mia madre, seduta, sigaretta accesa e sorriso sprezzante. Rispondi! Rispondi! Dì di no. Ammettilo, non sei in grado. Non lo puoi fare. Lo senti che i succhi gastrici stanno già salendo? Dì di no, sottraiti al fallimento certo! Non lasciare che questa sia l’ennesima sfida che non riesci a portare a termine. Abbandona! Io, che mi chiedevo come sarebbe stato se, io, che mi sentivo orgogliosa per essere stata scelta. Io, che cercavo di dominare quella punta di desiderio. Come sarebbe se dicessi sì. Ho spento il pc. Per una settimana ho cominciato ogni mattina nello stesso modo: caffè, sigaretta, lettura mail, una, due, tre volte, chiusura mail. Ansia, ansia, ansia. Poi ho risposto. Ho chiesto ulteriori dettagli per convincermi se effettivamente sarei stata in grado di, sono proprio io che volete? Davvero mi volete? Ho detto sì. Ho ricevuto il contratto, da firmare.

Che cos’è un contratto? Cito da Wikipedia: “il contratto è un negozio giuridico, necessariamente bilaterale o plurilaterale, o quantomeno non coincidenti, ed avente di volta in volta la funzione di costituire (nel senso di incidere sulla situazione e sugli interessi delle parti introducendo un nuovo rapporto), regolare (cioè apportare una qualsiasi modifica ad un rapporto già esistente) o estinguere (nel senso di porre fine a un rapporto preesistente) un rapporto giuridico patrimoniale.” Io ho paura dei contratti. Per questo non lavoro da dipendente, per questo non mi sposo.

In fondo al contratto, quello che c’è scritto in tutti i contratti: se questa cosa non funziona, questo è il prezzo da pagare. Ho letto quella frase cento volte. Eccola, la mia via di fuga! Posso firmare. Se non funziona posso scappare. Poi dovrò nascondermi, fare i conti con l’orgoglio ferito, con il fallimento ma posso scappare. La prima cosa che ho fatto è stata prelevare la cifra esatta, metterla in una busta, chiuderla, scriverci sopra: In caso di fallimento, nasconderla nel cassetto della biancheria intima, in fondo.

Ho cominciato a lavorarci su, a fare ricerche. Dio mio, stava funzionando! Mi sentivo contenta, addirittura felice in certi momenti. Poi ho cominciato a scrivere. Più scrivevo e più l’ansia saliva, più scrivevo e più i pensieri si scollavano, non combaciavano. Forse non lo so fare più. No, è sicuro che non lo so fare più. Non ho mollato, anche se sapevo che quello che stavo scrivendo era indegno. Ok il contenuto, dentro il manuale ci sono cose che so, che uso ogni giorno per il mio lavoro ma il senso. Dov’è il senso?

Ho inviato la prima stesura sapendo che sarebbe stata una completa disfatta. Restavo con gli occhi aperti a letto pensando: hanno avuto fiducia in me e non ho saputo ripagarli. Sono una delusione. Come hanno reagito loro? Puoi leggerlo qui. Eppure, nonostante l’ansia, quando ci siamo “visti” via Skype e abbiamo parlato, mi sono sentita compresa. Hanno capito, mi hanno guidata, mi hanno rassicurata. Marianna e Marco sono stati incredibilmente umani, empatici. Hanno capito. Mi sono rimessa a lavoro, con i tempi più stretti. Ho rivisto, modificato, aggiunto, eliminato, quasi fino all’ultimo giorno.

Adesso qualcosa che ho scritto io è nel mondo. Forse è imperfetto ma è mio. Forse lo modificherei ancora ma è mio. Ci sono riuscita. Sono arrivata in fondo. Ho scoperto che posso. Che nonostante l’ansia, Maria Callas che canta, mia madre, io posso.

Io posso.